UNA STORIA VERA

Ale è un alunno che ha frequentato l’ITCG E. Vanoni di Vimercate nell’anno scolastico 2014-2015. È un ragazzo intelligente, “chiuso e solitario, immerso in un mondo tutto suo, incapace di relazionarsi con i coetanei”, così lo descrive la mamma nella sua testimonianza.

Dice il prof. Casati: "All’inizio dell’anno, durante il primo incontro con le famiglie, visti i risultati con i ragazzi della classe prima nell’anno precedente, i genitori chiedono di poter organizzare un corso Aquilone per i loro figli nelle mie ore di lezione. Come coordinatore di classe faccio presente che un progetto educativo con il Metodo Aquilone funziona bene se vi è l’adesione convinta da parte degli alunni e trova sostegno nei colleghi del Consiglio di Classe. I colleghi, legati da stima e amicizia reciproca, appoggiano l’iniziativa. La mattina successiva, in corridoio, si presentano un gruppo di ragazzi di 4^B che chiedono informazioni sul Metodo Aquilone.

Basta poco e ci capiamo subito che non si tratta di perdere ore di lezione, questo sarà parte integrante delle attività didattiche nella disciplina di Matematica e i contenuti del Metodo Aquilone saranno oggetto di valutazione nelle verifiche orali. Inizia così, potrei dire “quasi per caso” anche se so bene che il “caso” non esiste, un’esperienza umana e professionale che non potrò dimenticare.

Al Metodo Aquilone decidiamo di dedicare un’ora ogni settimana, con l’esplicito accordo che avremmo interrotto l’esperienza qualora diventasse noioso o poco interessante e, inizialmente, penso di dedicarvi non più di tre o quattro lezioni.

Le sorprese arrivano nel tempo. I ragazzi, da subito, partecipano molto attivamente e, al termine di ogni incontro, chiedono conferma della continuazione la settimana successiva mostrando un sincero dispiacere quando capita che, per impegni famigliari, quel giorno non potranno essere a scuola.

Dopo la terza lezione del Metodo Aquilone ricevo, nell’ora di colloquio con i genitori, la mamma di Ale la quale, molto emozionata, mi porta le prime poesie di suo figlio. Ale che è sempre stato un blocco di marmo, dopo aver iniziato il percorso di conoscenza di sé con il Metodo Aquilone inizia a scrivere su carta i suoi sentimenti e diventa un fiume in piena. La mamma non perde l’occasione, sa che anche lei può accedere al mondo misterioso e sconosciuto di suo figlio se riesce a decodificare il linguaggio con cui inizia ad esprimersi e inizia a frequentare un corso Aquilone per genitori organizzato nell’Istituto.

Il percorso formativo con la classe si è protratto per quasi tutto l’anno scolastico; al termine ho chiesto agli alunni di scrivere le loro riflessioni sull’esperienza fatta, senza essere artificiosamente compiacenti,  lasciando facoltà di rimanere anonimi per tutelare la libera espressione.

Ale, che nel frattempo, con le sue gambe, ha fatto tanta strada  non ha più smesso di scrivere.
Recentemente ha pubblicato “Imperia”, il suo primo romanzo di fantascienza, un volume di 556 pagine, con una dedica che tutte le volte che leggo mi lascia senza fiato."